venerdì 31 marzo 2023

I peluche ed ok

Una bambina di 10 anni decise che era ora di metter in soffitta i suoi pelusci, poichè oramai era grande per giocare ed anche i suoi genitori erano d'accordo, infatti le diedero l'occhei

Pelusce, peluscia e peluscio sono modi italiani per dire pelusche (possibili dire), infine occhei è un modo di scrittura non utilizzatissimo per scrivere ok. 

giovedì 30 marzo 2023

L'albero degli zoccoli e Cannes

L'albero degli zoccoli parla di una cascina della pianura a Palosco, nella campagna bergamasca, tra l'autunno 1897 e la primavera 1898, vivono quattro famiglie di contadini. Il film è stato premiato al festival di Canne, ha vinto 5 nastri d'argento.

Canne era un modo storico (nell'italiano), per indicare la città francese Cannes. 



martedì 28 marzo 2023

Il menù e Montpellier

Una zingara, un giorno, lasciò brevemente la sua casa in una campagna in Belgio per dirigersi in Francia, a Mompellieri, per voler assaggiare le famosissime escargot: entrata in un bellissimo ristorante, i camerieri la misero a sedere sul primo tavolo visibile all'interno del locale, porgendole la minuta, che tuttavia respinse perchè disse che voleva semplicemente delle escargot.

Mompellieri era come veniva chiamata storicamente la città francese Montpellier; infine il minuta, era come veniva chiamato poco prima dell'unità d'Italia il menù. 

Curiosità: 
La parola menù, Il significato francese del termine è «minuto», «particolareggiato» e indica anche il documento su cui la lista è presentata (spesso corredata dal prezzo), e non a caso in Italiano veniva detto minuta.

PS: nonostante esistesse minuta per menù, non ricorre necessità d'utilizzo, poiché menù è già fonottatticamente accettabile. Tuttavia non va bene scrivere la parola menu e pronunciarla alla francese "menü".

lunedì 27 marzo 2023

l'America

Un vagabondo di nome James, dopo esser stato arrestato e condannato a 7 anni di carcere per aver rubato delle casse di bottiglie di vino, piuttosto che tornare in Irlanda (suo luogo d'origine), decise di andar a viver in America. Quella era volta decisiva di trasferimento. Si fermò come prima tappa Nuova York, seconda a Nuova Orleans e terza e ultima destinazione (la definitiva), Vosintone.

Nuova York è un modo poco usato ma possibile da adoperare per indicare New York; stesso vale per Nuova Orleans, che è New Orleans. Vosintone, invece, è un modo coniato nel fascismo per indicare lo stato americano
Washington (forma alquanto sconosciuta tra gli italiani e pure per i dizionari).

sabato 25 marzo 2023

La città di mr Marple

Mr Marple era una signora di circa settant'anni (non maritata e neppure figliolata), ed abitava in un borgo dell'Inghilterra: Mancunia, in provincia di Londra. Lei divenne amica di Davis Stringer e insieme risolverono tantissimi casi d'omicidio nella loro Manciestra, dove circa una venticiquina d'anni dopo ci morirono, a distanza di dieci giorni. Riconosciuti naturalmente per quello fatto dai mancuniani e dalle autorità. 

Mancunia era un modo antico italiano per indicare la città metropolitana di Manchester, assieme al termine Manciestra (più similare all'inglese). Infine i mancuniani sono gli abitanti della città ed inglesi sono detti più o meno uguali: mancunians.

venerdì 24 marzo 2023

Parere mio su Sanremo di quest'anno

E come ogni anno c'è Sanremo. Tuttavia, la settantatresima edizione (cioè quella avvenuta circa un mese fa), è stata solo che un esibizionismo per scene impensabili per un festivale come Saremo; che se anche non aveva più quel ascolto mediatico di una volta, era rimasto almeno un programma di sola musica, e non come avvenuto in sto anno che ne abbiamo visto un teatrino disgustoso. 

Festivale è come veniva tradotto/introdotto/usato nel fascismo (ora adoperato raramente), per dire la parola francese festival. Cioè evento festivo.

lunedì 20 marzo 2023

Il divano e il bidè

Un signore, sulla settantina, un giorno di gennaio, cadde dal canapè, poiché perse l'equilibrio mentre si alzava per andare in bagno a farsi il bidetto. Fortunatamente arrivò in breve tempo il figlio, che lo aiutò a rialzarsi.

Il canapè è un modo antico per dire divano, oggi usato raramente, insieme ad ottomana (un altro termine per indicare il divano). Bidetto originalmente era un cavallo francese, ad oggi estinto, e questo termine è l'etimologia di bidè, infatti all'inizio in italiano si diceva così. Poi venne sostituito da bidet e durante il fascismo da bidè.

PS: la parola bidè comunque è fonottatica (cioè già italiana di suo), perciò volendo italianizzare bidè basta scriverlo come ho scritto nel titolo.

domenica 12 marzo 2023

Cibi per merenda

Una madre, mentre i propri figli erano a scuola, gli preparò per ciascun di lor, un frullato di ananasso, con un pò di ghiaccio, per rinfrescarsi un poco; questo frullato piacque molto a costoro, perciò, la madre, glielo diede sempre come merenda, insieme a delle toffolette rosa della Haribo.


L'ananasso è un termine vecchio che indica l'ananas, ancora oggi possibile dire. Infine le toffolette o cotone dolce, è un modo italiano per dire marshmallow.

venerdì 10 marzo 2023

Città famose p2

Un bambino, a scuola, studiò, insieme alla sua classe, la ex capitale italiana (prima di Roma), ovvero Florenzia, e poi toccò all'Argentina, la sua capitale Buonaria, per poi passare, non troppo lontano in termini geografici, al Canadà, a Ottawa.

Florenzia, era come veniva chiamata storicamente Firenze, ahimè oggi termine inesistente, perciò diremo Firenze; tuttavia, ancora oggi nella lingue d'Europa, si è ancora mantenuta questa forma storica: inglese Florence, spagnolo Florencia, francese Florence, portoghese Florença e poi ci sono altri idiomi con questa forma. Per quanto riguarda Buonaria, era un forma (usata nel fascismo e mai prima), per indicare Buenos Aires, capitale argentina. Infine, il Canadà, che vuol dire Canada, è un termine vecchio per indicare lo stato sopra l'America, ancora oggi utilizzabile. Ultima cosa: il termine Canadà a origine forse spagnola, perchè anche in castigliano dicono Canadà per il Canada, ed è l'unica ed esclusiva forma esistente.

Curiosità: magari non avrete mai sentito pronunciare qualcuno il Canadà, ma ne ho la prova



Il collegamento qui sopra vi porta al video della canzone "La casetta in Canadà" di Carla Boni del 1957, e come vedete nel titolo e sentite nella canzone, viene pronunciato Canadà.

L'alfabeto

Ripassiamo l'alfabeto:

A (aa)  B (bbi) C (cci)  D (ddi) E (ee) F (effe) G (ggi)  H (acca)  I (ii)  L (elle)  M (emme) N (enne) O (oo) P (ppi) Q (cuu) R (erre) S (esse) T (tti) U (uu) V (vvi) Z (zzeta)

Voi vi chiederete: dove sono le lettere straniere? Beh, originariamente in italiano, le lettere straniere non esistevano, e quindi l'alafabeto era come scritto qui al di sopra.

Allora, ultima cosa, in italiano non ci sono italianizzazioni di tali lettere? Allora, per quanto riguarda y si dice i greca o i greco questa cosa (ed anche in spagnolo dicono così), mentre per quanto riguarda la w, si può dire o doppia vu, doppia v oppure (la forma più comune anche se le altre non sono in disuso), vu doppia o v doppia. Per la j, si dice i lunga o i lungo. Infine per la x, è detta così per più o meno in tutti gli idiomi del mondo. 

mercoledì 8 marzo 2023

La tigre o il tigre?

In una foresta, un tigre ed una tigre, correvano in contro ad una bellissima zebra, ahimè dopo una corsona si fermarono e lasciarono perdere (sia per stanchezza ma anche per evitare che andassero in ipertermia). 

Una volta, in alcuni testi letterali, è possibile leggere "un tigre" ed "una tigre"; infatti una volta distinguevano la parola tigre con l'articolo maschile e femminile: il tigre, i tigri, la tigre e le tigri. Tuttavia oggi tutti diciamo la tigre, solo con l'articole femminile, abbandonando completamente la forma maschile. Ancora oggi comunque si può fare questa distinzione, infatti si può distinguere tra un tigre maschio ed una tigre femmina. Ultima cosa: in spagnolo, dicono, come si diceva più spesso in italiano "el tigre", ovvero il tigre. Infine per il femminile dicono "la tigresa", in italiano non esistente la tigressa, comunque si possono usare gli articoli: il, i, la ed le per distinguere maschile singolare/plurale e femminile singolare/plurale.

martedì 7 marzo 2023

Altro femminile di corridore e altre cose

Maria, sin bambina, correva e correva, lei diceva sempre quando gli chiedevano il motivo di quelle sue enormi corse, era perchè da grande voleva diventare corridora poichè anche se in tv non aveva mai visto una gara di corsa, dopo aver visto un volantino si era "ossessionata" da quell'uomo nella fotografia che correva e correva, che anche lei voleva diventare come lui e così avenne; tanto da correre, dopo piccole mete, fino al palazzo di Versaglia

Corridora è un altro femminile di corridore, dopo corritrice, ma molti usano la prima forma, e mai la seconda sempre corretta; in teoria quando c'è una parola con tore, o dore (dipende per quest'ultima), il femminile per tore è trice: es: mangiatore-mangiatrice.


Invece per quanto riguarda il palazzo di Versaglia, è come si chiamava in italiano storicamente il palazzo di Versailles, ad oggi termine sconosciuto.

Benissimamente esiste?

Un ragazzo di terza media, i professori dissero, rientrati a settembre tutti gli alunni, che era il momento, di scegliere la scuola superiore, aventi tempo fino a gennaio. Tutti allora si misero alla ricerca della scuola perfetta: tra chi scelse i licei ed istituti tecnici, quel ragazzo sclese una scuola alberghiera. Tuttavia la madre, non era convinta, volesse che lui fecesse la scuola di suo fratello, ma al ragazzo non piaceva. Invece il padre, disse che lui poteva fare benissimamente la scuola che desiderasse ed infatti alla fine ci riuscì.

Benissimamente è un termine non riportato in nessun dizionario italiano, formato da benissimo+ il suffisso mente. Appunto il termine non esiste al giorno d'oggi, infatti nessun dizionario cartaceo oppure online riporta questo termine, tuttavia nel passato alcuni autori cinquecenteschi lo usano, e anche nei secoli successivi si può trovarne traccia. Quindi in poche parole, si può dire: Ho lavorato benissimamente da solo senza l'ausilio di nessuno? No. Questo vale nel linguaggio scritto, poi nel parlato qualsiasi persona può dire quello che vuole; pure entusiasto.

lunedì 6 marzo 2023

Colori e ad altri femminili

Un'uccella, di età anziana, sta sempre nel suo nido, tutto il giorno, a pregare, vicino alla piuma della sua genitrice deceduta qualche tempo prima; lei, è di color tanè, tranne la faccia ed il pancino che sono giallini, ed invece gli occhi sono grigi, tendenti quasi al nero.

Uccella, come avrete subitamente capito, è il femminile d'uccello, ahimè oggi in disuso, ciò non significa che non si possa usare. Per quanto riguarda genitrice, è il femminile di genitore, pure questa parola si può usare; tuttavia da molti è sconosciuta, poichè noi diciamo sempre il maschile singolare e plurale, e mai la forma femminile. Come ultima cosa, il colore tanè è un colore simile a quello di una castagna, termine raro al giorno d'oggi. 

domenica 5 marzo 2023

Parole antiche di città famose ed altro

 Marito e moglie, da poco in pensione, decisero di abbandonare Rimino, la loro splendida e turistica città di mare, questo per via della pensione minima che entrambi ricevettero: 500 euro ciascuno, per cui un totale di 1000 euro, non sufficienti per vivere in una città così. Prima di partire però, valutarono varie città che una delle quali sarebbe diventata la loro nuova e definitiva casa: Madride, Amsterdamo e Brusselle; ma nessuna di queste li convinse a fare i bagagli e prender un aereo. Dunque, lasciarono perdere l'idea di partire, e semplicemente, per poter campare, aprirono, dietro al loro giardino/parco (viste le notevoli dimensioni), un ritrovo per pensionati e pensionate, dove un gruppo gioca a pallacorda, un altro a carte e poi tutti insieme alla fine, si bevono (delle volte offerte dagli stessi proprietari dell'attività molto frequentata), bevande arlecchine.


   Eh, sì questi termini citati in questo breve racconto, esistono veramente: Madride, usato nell'italiano storico per indicare la città e capitale spagnola Madrid, Amsterdamo o Asterdamo nell'italiano arcaico per indicare la città e capitale olandese Amsterdam, Rimino nell'italiano storico per Rimini, una bevanda arlecchina o arlecchino era usato più specialmente nel fascismo e nel passato (ma anche oggi si può usare) per indicare il cocktail  pallacorda (sempre usato nel passato e di più nel fascismo), per lo sport tennis ed infine Brusselle, nell'italiano desueto per Bruxelles. 






 






Femminile medico


Samantha, una mattina, in bagno, si toccò sulla spalla: quello che sentiva non era la sua pelle, ma dei brufoli. Lei allora, scesa dal gabinetto e andata davanti allo specchio, si tolse il pigiama e il resto che vide era quello che presumeva dei brufoli ma brufoli rossissimi ed erano per altro 14! Con la madre, che già aveva presentimento di che quello che aveva sua figlia non erano brufoli normali, decisero di andare dalla loro  medichessa di famiglia, che nel suo studio circa alle 10:00, dopo aver visitato Samantha, le disse di avere il fuoco di Sant'Antonio, da curare con varie medicine + una pomata da spalmare. Infine salutarono la medica e tornarono a casa.


In italiano, per chi non lo sapesse, la professione di medico ha un suo femminile: medica, femminilizzazione di medico, aggiundovi una a, come si farebbe per tutte le parole in o, ed infine un'altra forma regolare è medichessa: aggiunta del suffisso essa. Questa cosa avverrebbe quando una parola maschile termina in e: es presidente-presidentessa. Oppure anche se termina in a una parola maschile quindi al femminile si aggiungerà il suffisso essa: es arciduca-arciduchessa ed eccetera....
Tuttavia come ultima cosa, in alcuni casi questo avviene. Quindi parole come: naturalista, dentista ed eccetera, il loro femminile è invariabile, tranne per il femminile e maschile plurale: naturalisti, naturaliste, dentisti e dentiste.

giovedì 2 marzo 2023

Femminile di giudice


 

Questa è un'immagine di un giudice che batte il suo martello in tribunale per chiudere il verdetto. Ma come vedete nella fotografia l'uomo non è giovanissimo infatti lo scatto risale a vent'anni fa, perciò sarà già in pensione o forse anche morto. Al suo posto è venuta una giudichessa, cosa impensabile anni fa, ma ormai è classico che ci sia in aula una giudicessa a giudicare una situazione e a prendere eventuali provvedimenti.


No, non è uno scherzo, il femminile di giudice esiste veramente. Tuttavia non è diffusissimo tra gli italiani, infatti tutti dicono la giudice; ma in questo articolo ecco qui il femminile di giudice: giudichessa giudicessa.  


Pronuncia Nike e la dea greca "Nike"

Tale parola è un marchio registrato (che non necessita traduzioni), tuttavia sarebbe opportuno leggerlo come si scrive: in questo caso '...